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(A cura dell’Avv. Maria Grazia Di Nella) La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20132 del 18 luglio 2025, prende posizione su di una questione che sempre più spesso i Tribunali si trovano ad affrontare: spetta o meno all’ex coniuge titolare di un assegno divorzile una percentuale del TFR dell’ex marito quando gli importi sono stati devoluti ad un Fondo

(A cura dell’Avv. Cecilia Gaudenzi) La cessata coabitazione con il figlio non depone univocamente per il raggiungimento dell’autosufficienza economica del figlio. Ai fini della cessazione dell’obbligo di contribuire al mantenimento, è necessaria la revoca formale del provvedimento giudiziale, il solo trasferimento della residenza del figlio maggiorenne, infatti, non costituisce prova dell'avvenuto raggiungimento della sua autosufficienza economica.  Questo è il principio cardine sancito dalla

(A cura dell’Avv. Alice Di Lallo) La relazione investigativa, corredata da fotografie e confermata dall’investigatore su fatti direttamente percepiti, costituisce prova atipica liberamente valutabile dal giudice ai sensi dell’art. 116 c.p.c. È legittima, sulla base di tale accertamento, la revoca dell’assegno di mantenimento al coniuge che risulti svolgere attività lavorativa. Quanto sopra è stato affermato dalla Prima Sezione civile della Corte di

(A cura della Dott.ssa Elisa Cazzaniga) L’approfondimento odierno in tema di contributo al mantenimento dei figli trae origine dall’Ordinanza n. 298 pubblicata in data 7 gennaio 2026 con cui la Corte di Cassazione ha precisato che la revoca dell’assegno per il figlio divenuto economicamente autosufficiente decorre dal momento della domanda giudiziale e non viene retrodata al momento in cui il figlio

(A cura della Dott.ssa Chiara Massa) La sentenza n. 4512/2019, pronunciata dal Tribunale di Bari il 19 dicembre 2025, affronta un caso di arricchimento senza causa tra ex coniugi in regime di separazione dei beni. La vicenda nasce a seguito della fine del matrimonio tra l'attrice e il convenuto, sposatisi nel 2008 in regime di separazione dei beni. Con l'avvio della separazione

(A cura dell’Avv. Stefania Crespi) Il rapporto tra il delitto di maltrattamenti e il reato di lesioni personali di cui all’art. 582 c.p. rappresenta da tempo una questione giuridica rilevante. Ed infatti la frequente sovrapposizione tra aggressioni fisiche e comportamenti vessatori abituali impone di stabilire se e quando la violenza che cagiona un danno all’integrità fisica, debba essere punita autonomamente o

(A cura dell’Avv. Angela Brancati) La Corte di Cassazione con la pronuncia 33695/2025 pubblicata il 23 dicembre 2025 è tornata a pronunciarsi sui principi che regolano l’assegnazione dell’abitazione familiare e la determinazione dell’assegno di mantenimento, chiarendo che la nuova convivenza del genitore collocatario non determina in automatico la revoca dell’assegnazione. Sarà necessario guardare sempre all’interesse dei figli che dovranno continuare a vivere nell'habitat domestico

(A cura dell’Avv. Cecilia Gaudenzi) Il licenziamento del genitore obbligato al mantenimento del figlio non determina automaticamente la riduzione dell'assegno. Il giudice, investito della domanda di riduzione, deve accertare le reali condizioni reddituali dell’onerato, se necessario anche tramite consulenza tecnica contabile, per verificare se la perdita del lavoro abbia effettivamente causato un drastico e incolpevole mutamento della sua capacità economica.  Questo il principio sancito dalla recentissima pronuncia

(A cura dell’Avv. Alice Di Lallo) La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 32214 pubblicata l’11 dicembre 2025, si pronuncia sul ricorso di un padre che lamentava che i giudici di merito avessero rigettato le proprie richieste di collocamento del figlio senza procedere ad una CTU e al di lui ascolto anche se di età inferiore a dodici anni. Nel caso di specie,