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💔 Tradimenti ai tempi delle chat.
Il Tribunale di Benevento (ordinanza del 18.10.2022) ha ribadito che si possono usare come prove, in sede di separazione, le foto degli sms che documentano una relazione extraconiugale. Secondo i giudici, poiché per acquisire un’immagine non serve alcuna procedura se non immortalare qualcosa di visibile, le foto allo schermo di un device vanno trattate come qualunque altra immagine.
Ma vediamo cos’era accaduto: una donna presenta ricorso per separazione giudiziale, chiedendo l’addebito al marito perché causa della crisi coniugale sarebbe la di lui relazione con una collega. Il coniuge, costituendosi nel procedimento, replica che la fine dell’unione non è riconducibile ad alcuna presunta relazione, ma all’atteggiamento prevaricatorio della moglie. La donna controbatte con una più precisa ricostruzione dei fatti: dopo circa 10 anni di vita comune, senza preavviso né spiegazioni il marito aveva abbandonato il tetto coniugale salvo poi chiedere (e ottenere) di tornarvi un paio di mesi più tardi, negando di aver avuto relazioni con altre donne.
Ma la moglie non credendo ad una parola del marito lo teneva d’occhio, fino a quando un giorno aveva occasione di leggere sullo smartwatch dell’uomo, collegato al cellulare, inequivocabili sms con una collega di ufficio. Questa volta era proprio finita.
La moglie procedeva con la separazione e chiedeva l’addebito producendo le immagini scattate alla chat tra marito e amante.
Inutile il tentativo dell’uomo di invocare la violazione della privacy: i giudici riconoscono alla documentazione l’efficacia di piena prova del fatto (ex art 2712 cc).
Inoltre, alla luce del fatto che l’amante sentita come teste abbia riconosciuto nelle chat il proprio numero di telefono, e che l’infedeltà fosse stata consumata dopo il riavvicinamento della coppia (e fosse quindi da ritenersi motivo dell’irreversibile crisi), il giudici dichiarano nei confronti dell’uomo l’addebito della separazione.

✍️Sul Blog, con un clic dal link in Bio, trovate un approfondimento dell’avv. Cecilia Gaudenzi.
Voi che ne pensate? Qual è il confine tra privacy e obbligo di fedeltà?

#separazione #tradimento #foto #chat #sms #privacy
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🏡 Le convivenze tra persone legate da rapporti affettivi stabili sono state per la prima volta disciplinate in maniera organica con la cosiddetta “legge Cirinnà” (n. 76 del 20.5.2016).

🧑‍⚖️ Tale normativa si applica alle coppie, eterosessuali o omosessuali, formate da due persone maggiorenni, non vincolate tra loro da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o unione civile, che hanno reso una dichiarazione di convivenza all’anagrafe civile del Comune di residenza.

➡️ Dalla convivenza registrata derivano i seguenti diritti:

- Il diritto e dovere tra le due parti di assistenza morale e materiale.
- Il diritto reciproco di visita, di assistenza, nonché di accesso alle informazioni personali in caso di malattia e di ricovero.
- Il diritto di designare l’altro convivente quale proprio rappresentante con poteri pieni o limitati, in caso di malattia che comporta incapacità di intendere e di volere, per le decisioni in materia di salute.
- Il diritto di successione nel contratto di locazione della casa di comune residenza, in caso di morte del conduttore o di suo recesso dal contratto.
- Il diritto a vedersi applicata la disciplina dell’impresa di famiglia.

➡️ In merito invece al regime patrimoniale della coppia, i conviventi potranno adottare quello di comunione dei beni solo stipulando un contratto di convivenza con atto pubblico notarile, o con scrittura privata autenticata.

Con tale contratto i conviventi potranno:

- Fissare la residenza comune.
- Fissare le modalità di contribuzione alla vita in comune.
- Optare per il regime di comunione legale dei beni (in mancanza di tale opzione opera la separazione).
- Sottoscrivere l’obbligo a provvedere al mantenimento dell’altro, qualora questo fosse in stato di bisogno e non fosse in grado di provvedervi con proprie disponibilità finanziarie.
- Avere il riconoscimento del diritto di abitazione sulla casa di proprietà o condotta in locazione dall’altro.
- Stipulare i patti di fine convivenza, vale e dire le disposizioni da rispettare in caso di scioglimento della coppia.

#leggecirinna #convivenza #coppie #vitainsieme #vitaincomune #coppiedifatto #amore #diritti
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🧑‍⚖️ Recentemente la Cassazione ha fatto chiarezza sulle condizioni necessarie per condannare il genitore che non versa il mantenimento per i figli minori (Cass., sent. n. 40553/22).

➡️ In primo luogo, l'incapacità economica dell'obbligato, intesa come impossibilità di far fronte agli adempimenti sanzionati dell’art. 570 c.p., deve essere assoluta e “deve integrare una situazione di persistente, oggettiva ed incolpevole indisponibilità di introiti”.

Inoltre, l’imputato - genitore separato, che non riesce a mantenere i figli - deve allegare gli elementi dai quali possa desumersi l'impossibilità di adempiere all’obbligazione del mantenimento: la sua responsabilità, quindi, non può essere esclusa in base alla semplice documentazione formale dello stato di disoccupazione.

Infine, è inidonea la dimostrazione di “una mera flessione degli introiti economici o la generica allegazione di difficoltà”.

➡️ Pertanto, la Suprema Corte ha confermato per il genitore la sentenza di condanna a 8 mesi di reclusione da parte della Corte di Appello, che aveva parzialmente riformato la decisione di primo grado riducendo da 10mila a 4mila euro l'importo dei danni morali e subordinando la sospensione condizionale della pena al pagamento della somma entro 60 giorni dal passaggio in giudicato della sentenza.

La Cassazione aveva precedentemente osservato come non si possa avere una “automatica” responsabilità del genitore per il mancato versamento del mantenimento: occorre effettuare una valutazione complessiva che consideri l’importo delle prestazioni imposte, le disponibilità reddituali dell’obbligato, le spese necessarie e indispensabili (vitto e alloggio) del padre stesso, la capacità di ottenere nuove o ulteriori fonti di reddito (Cass., n. 32576/2022).

E voi cosa ne pensate? Siete d’accordo con la Cassazione sull’importanza di valutare la situazione generale in cui si trova il genitore che non versa il mantenimento e, in particolare, che l’impossibilità debba essere “assoluta”? Scrivetelo nei commenti.

Post scritto da @avvcrespi

#moglie #marito #figli #minori #mantenimento #reddito #disoccupazione #cassazione #famiglia #condanna
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💔 Separazione e divorzio dei genitori sono la causa più frequente degli stati depressivi infantili, poiché si stima che l’esposizione dei figli alla crisi coniugale si protragga per almeno un anno.
Spettatori passivi delle discussioni o protagonisti perché, loro malgrado, chiamati in causa dai genitori, i figli si trovano ad affrontare un evento altamente stressante.

➡️ Molti Mediatori familiari scelgono quindi di coinvolgere nel percorso anche i minori: per consentir loro di dar voce ai propri bisogni nel corso della formulazione dell’accordo, e nel contempo aiutare i genitori a comprendere più a fondo necessità ed emozioni dei figli, così da garantire loro uno spazio e un tempo personali.
Ai bambini e agli adolescenti dovrà essere chiarito che saranno liberi di parlare senza timore di subire ripercussioni, o ferire uno o l’altro dei genitori. Dovranno poi essere rassicurati sul fatto che parleranno solo se lo vorranno, che saranno ascoltati ma non interrogati, e che nessuno chiederà loro di prendere decisioni difficili o assumersi responsabilità. Del resto, un accordo che non tenga conto dei bisogni di tutta la famiglia, e particolarmente dei figli, difficilmente potrà rivelarsi soddisfacente e duraturo.
Ma se è utopico pensare che una coppia che sta attraversando la separazione sia sufficientemente “lucida” da riuscire a proteggere i figli dagli effetti negativi del conflitto, da un lato è vero che non si garantisce la serenità di un bambino lasciandolo all’oscuro su quanto gli sta accadendo attorno, dall’altro è necessario che il coinvolgimento venga gestito con gli strumenti più idonei.

➡️ Attenzione quindi a:
- non coinvolgere i figli nelle dinamiche conflittuali, aumentandone il disagio
- non forzarli a esprimere i propri punti di vista e sentimenti
- non esercitare pressioni istruendoli su cosa dire al mediatore.

✍️ Per leggere l’approfondimento della dottoressa Meneghelli, un clic in Bio e uno sul Blog.

🤔 E voi cosa ne pensate? Fareste partecipare i vostri figli ai colloqui di mediazione?

#separazione #conflitto #genitori #figli #mediazione
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✍️ Siamo “fatti” di tutto quel che ci è accaduto: l’incredibile potenziale dell’essere umano sta nella sua capacità di trasformare in occasioni di crescita anche gli eventi più critici e destabilizzanti.

📃 Del resto, già nel suo significato latino la parola “capace” indicava la facoltà di contenere al proprio interno.
Ed è quel che fa ciascuno di noi quando riesce a integrare luci e ombre del proprio vissuto. A trasformare la vulnerabilità in forza e proseguire il proprio cammino con positività.

❤️ Senti che la tua forza è determinata dal tuo vissuto? In che modo il passato racconta ciò che oggi sei?

#einstein #forza #donne #destino #inspirationalquotes #resilienza
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👠 Quando finirà questo macabro conteggio?

Giorno dopo giorno continuano a morire donne per mano di chi dovrebbe voler loro bene. Uccise da mariti, compagni, ex fidanzati, ma anche da padri, fratelli o figli, le donne continuano a morire.

Secondo gli ultimi numeri del Viminale sono 104 le donne uccise in Italia dall’inizio dell’anno al 20 novembre, di cui 88 in ambito familiare e 52 dal partner o ex partner.

Ma la violenza di genere ha tante forme. Non c’è solo quella drammatica che finisce nelle pagine di cronaca, ma c’è anche un’altra forma di violenza, altrettanto inaccettabile, fatta di prevaricazioni silenziose e quotidiane, di meschine e costanti umiliazioni.

🗓 In una giornata importante come questa (che le Nazioni Unite hanno istituito ufficialmente 23 anni fa, ma che in America Centrale si celebrava in questa data già dagli anni ‘80) non vogliamo però solo parlare di violenza e soprusi ma anche tendere una mano. Vogliamo celebrare l’importanza di stare insieme, vivere insieme, lottare insieme a uomini veri.
Attraverso le parole di una poetessa e attivista libanese, celebriamo l’autenticità come strumento per vincere la violenza.

«Questo mondo (e le donne in esso) non ha bisogno di "uomini d'acciaio", artificiali. Ha bisogno di uomini veri. Sì, uomini veri, con tutte le loro debolezze, insicurezze, passi falsi e punti deboli. Uomini veri senza identità segrete. Uomini veri che non pensano di vedere più lontano di te, sentire più distintamente di te, correre più veloce di te e, cosa più importante di tutte, pensare meglio di te».

Joumana Haddad

#25novembre #violenzadigenere #donne #femminicidio #stopviolenza #stopviolence
📷 Photo by Giacomo Ferroni on Unsplash
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🧑‍⚖️ Con una sentenza che sicuramente farà discutere, il Tribunale di Foggia ha disposto l’affido congiunto di due minori nonostante la grave conflittualità tra i genitori e - vista l’età dei ragazzi (17 e 14 anni) - ha revocato il calendario di visita con il padre, in vigore sin dalla separazione, per lasciare ai figli ogni decisione, in base al loro gradimento.

➡️ Inoltre respingendo le richieste dell’uomo - che voleva i figli stabilmente presso di sé o tutt’al più a settimane alterne - la Corte ha confermato il collocamento prevalente presso l’ex moglie alla luce delle dichiarazioni rese in udienza dai ragazzi, che avevano negato qualunque ostacolo da parte della madre al loro rapporto col padre.

Il giudici hanno ritenuto che non vi fossero i presupposti per un affido esclusivo, nonostante la forte diversità di vedute tra i genitori su temi sostanziali come vaccini, religione e scelte educative: la donna è di fede anglicana e l’uomo cattolica; lui da no-vax aveva negato il consenso alla profilassi anti-Covid, e anche la scelta della scuola della figlia era stata motivo di accese discussioni. La Corte ha però ricordato che l’affidamento esclusivo a uno dei genitori è una eccezione da applicarsi rigidamente soltanto nell’ipotesi in cui vi siano, da parte dell’altro, carenze tali da compromettere la creazione di un sereno ambiente familiare. Circostanza che in questo caso, nonostante tutto, non sussisteva.
In merito poi al collocamento e al calendario di visita, i giudici hanno scelto di non introdurre cambiamenti che avrebbero modificato troppo le abitudini dei due teenagers, e hanno ritenuto che essi fossero ormai in un’età giusta per esprimere il proprio punto di vista e organizzarsi autonomamente con i genitori. Saranno quindi i due adolescenti a stabilire con quale frequenza e modalità il papà potrà esercitare il diritto di visita.

🧐 Secondo voi saranno capaci i genitori di lasciare ai figli ogni decisione, e i due ragazzi di organizzarsi senza condizionamenti? Un nuovo approfondimento, a cura dell'Avv. Maria Grazia Di Nella: per leggerlo, un click sul link in bio e uno su Blog!

#genitori #figli #separazione #affidamento #novax #adolescenza
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🧑‍⚖️ Una sentenza decisamente interessante e che farà discutere!

La Corte di Cassazione ha chiarito che se il matrimonio finisce perché i coniugi hanno una visione della vita radicalmente diversa, non vi può essere addebito di colpa.

➡️ Un avvocato di Napoli chiedeva la separazione con addebito nei confronti della moglie (anche lei avvocato, e per anni impegnata nello studio del marito) anche al fine di evitare di vedersi obbligato al versamento di un mantenimento a favore della donna.

L’uomo sosteneva, tra le altre cose, che le ingerenze della di lei madre nella vita familiare (emerse a suo dire già quando aveva convinto la figlia, pochi mesi prima del matrimonio, ad abortire) dimostravano una eccessiva sudditanza psicologica dell’ex moglie nei confronti della famiglia d’origine.
Gli Ermellini, però, hanno respinto il ricorso dell’uomo sottolineando in merito all’addebito che dall’analisi dei risultati delle consulenze, presentate nel precedente grado di giudizio, erano emerse con chiarezza le profonde diversità caratteriali e di visione della vita che avevano poi fatto naufragare il matrimonio.
I due si erano conosciuti su un sito di incontri e, nonostante vicendevoli perplessità, erano giunti rapidamente al matrimonio per superare l’ostacolo della lontananza. L’unione si era però rivelata ben presto conflittuale e caratterizzata da modi molto diversi di intendere la vita familiare e di coppia.
Respinta la domande di addebito, i giudici della Cassazione hanno anche confermato il diritto della donna a percepire un contributo al mantenimento, perché dopo essere diventata avvocata (in costanza di matrimonio) aveva per anni aiutato il marito nel suo studio, senza costruirsi un percorso professionale autonomo.

🤔 E voi cosa pensate? Una diversa visione della vita giustifica la separazione?

#addebito #separazione #mantenimento #rapporti #famiglia #divorzio #donne
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Il caso che vi presento oggi è quello di una moglie che, costantemente maltrattata dal marito, lo uccide.

Nella sentenza di primo grado il Giudice la condanna per omicidio preterintenzionale a 6 anni di reclusione: ha reagito alle istigazioni del marito senza avere l’intenzione di ucciderlo, ma solo per ferirlo. La Corte di Assise di Appello conferma questa condanna.

Nei giudizi di merito è stata decisiva la consulenza tecnica che ha diagnosticato all’uxoricida la “Sindrome della donna percossa”, in seguito alle costanti mortificazioni, denigrazioni morali e offese ricevute (attraverso espressioni come “tu non sei nulla per me”, “nessuno ti vuole”, “sei una mantenuta”).

Tale sindrome si pone all’interno del “ciclo della violenza” che si articola in tre fasi: la prima è caratterizzata da tensione e rabbia crescenti. La seconda (“escalation”) è quella delle aggressioni e delle percosse. La terza viene definita “luna di miele” perché nella vittima subentra la speranza che il partner possa cambiare e porre fine alle violenze.

Arrivata in Cassazione la condanna della donna viene però annullata per il mancato riconoscimento della provocazione (prevista dall’art. 62 n. 2 c.p.) e rinviata per un nuovo giudizio a un’altra Sezione della Corte d’Appello (Cass., n. 46784/21).

Secondo la Suprema Corte i Giudici non avevano adeguatamente considerato il contesto di pregressa violenza a cui la donna era stata soggetta e che l’aveva spinta a reagire.

La nuova Corte di Assise di Appello, previa concessione dell’attenuante della provocazione, ridetermina la pena in 5 anni di reclusione, spingendosi oltre le indicazioni della Cassazione: per riconoscere la provocazione, ha tenuto in considerazione proprio la “Sindrome della donna maltrattata”.
È legittimo chiedersi se in futuro questa sindrome potrà essere valutata anche per concedere la legittima difesa che escluderebbe la punibilità. Diverso è valutarla per la provocazione, che rappresenta solo un’attenuante. Voi cosa ne pensate?

Post scritto da @avvcrespi

#dirittopenale #omicidio #maltrattamenti #violenza #legittimadifesa #condanna #cassazione #famiglia #donne #uomini
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🧑‍💼 La capacità di provvedere ai propri interessi personali e patrimoniali è un tema complesso, su cui va fatta chiarezza. In molte situazioni un soggetto può rivelarsi non pienamente autonomo nella vita quotidiana. Non si tratta di incapacità di intendere e volere, ma di persone più “deboli” anche solo in via temporanea, per vari motivi: anziani, disabili o per esempio soggetti con dipendenze come il gioco d’azzardo. Per tutelarli è previsto l’istituto dell’Amministratore di Sostegno (ADS), preferibilmente scelto all’interno del nucleo familiare, che consente una protezione flessibile e adattabile nel tempo.

L'analisi dei presupposti per l’ADS deve considerare in modo approfondito sia le condizioni di menomazione del soggetto, sia la possibilità di ricorrere a strumenti alternativi come un sistema di deleghe o la rete familiare.

🧑‍⚖️ Lo ha recentemente affermato la Cassazione (ord. n.32623, del 4.11.2022), muovendo dal ricorso di un uomo contro la sentenza con cui la Corte d’Appello di Bologna aveva rigettato il suo reclamo per la nomina della moglie a proprio Amministratore di Sostegno.

Anche se l’indagine tecnica aveva stabilito che l’uomo era in grado di intendere e volere, e di provvedere ai propri interessi, la Corte d’Appello aveva confermato la decisione del Giudice Tutelare, poiché il dissesto che si era creato era tale da mettere a rischio il mantenimento dell'alloggio Aler.

➡️ L’uomo era ricorso allora in Cassazione e le sue contestazioni avevano trovato accoglimento: gli Ermellini, infatti, ribadivano che “la tutela dell'amministrato deve avvenire con la minore limitazione possibile”, e che nel caso in questione non era stata valutata la possibilità di un’azione vicariante della moglie, o di un sistema di deleghe per supportare gli aspetti più complessi della gestione patrimoniale, salvaguardando i principi di autodeterminazione e dignità personale.

Con un clic sul link in Bio e uno sul Blog trovate l’articolo sugli aspetti tecnici dell’ADS.

🧐 Voi che ne pensate? Siete mai dovuti ricorrere a una tale figura per i vostri cari?

#amministratoredisostegno #cassazione #patrimonio #tutela #disabilità
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🧒 Ogni anno il 20 novembre - data di adozione della Convenzione di New York del 1989 - si celebra la Giornata Mondiale per i Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. La Convenzione è il primo e fondamentale strumento giuridico che tutela i minori, e impone agli Stati di attivare ogni possibile strumento per la loro protezione.
Il “luogo” naturale e fondamentale per la crescita e il benessere dei bambini e degli adolescenti è la famiglia. Ciascuno di loro ha diritto di poter contare sui genitori anche quando l’amore tra questi finisce, e viene meno il “luogo famiglia” così com’era.

💔 Purtroppo, però, nonostante la decisione della separazione sia degli adulti, spesso sono proprio i figli ad assumere loro malgrado un ruolo da protagonisti: tanti quelli che diventano “bottino” di una scellerata separazione, e tanti quelli i cui bisogni vengono dimenticati da genitori impegnati a riorganizzare le proprie vite.

📃 Per questo l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza ha stilato la Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori, i cui principi si ispirano proprio alla Convenzione di New York.

Eccoli in tutta la loro sacralità:

1. I figli hanno il diritto di continuare ad amare ed essere amati da entrambi i genitori e di mantenere i loro affetti.
2. I figli hanno il diritto di continuare ad essere figli e di vivere la loro età.
3. I figli hanno il diritto di essere informati ed aiutati a comprendere la separazione dei genitori.
4. I figli hanno il diritto di essere ascoltati e di esprimere i loro sentimenti.
5. I figli hanno il diritto di non subire pressione da parte dei genitori e dei parenti.
6. I figli hanno il diritto che le scelte che li riguardano siano condivise da entrambi i genitori.
7. I figli hanno il diritto di non essere coinvolti nei conflitti tra genitori.
8. I figli hanno il diritto al rispetto dei loro tempi.
9. I figli hanno il diritto di essere preservati dalle questioni economiche.
10. I figli hanno il diritto di ricevere spiegazioni sulle decisioni che li riguardano.


❤️Quale tra questi ritenete il più importante e quale quello più spesso leso?

#20novembre #bambini #adolescenti #diritti #separazione
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❤️ Stare insieme non accade per caso: l’incontro può accadere per caso ma lo stare è desiderio e volontà. È anzi un desiderio creativo, se i partner diventano l’uno per l’altro uno specchio, superficie riflettente e diffrattiva su cui lasciar affiorare immagini sempre nuove e diverse.

✨ E non esiste limite a quel che la coppia può creare, in sinergia: il segreto è lasciarsi sorprendere dall’altro, e farsi condurre anche nei luoghi meno attesi. Una coppia è creatrice di “vita” - il segreto è, dandosi la mano, mettersi in cammino.

Hai mai sperimentato un nuovo potere creativo, in coppia? Quali sono per te i segreti di una vita insieme?

#donne #vita #citazioni #amore #coppia #destino #libri #bookquotes
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🧑‍⚖️ La Corte di Cassazione è tornata (ordinanza n. 33381/22 dell’11.11.2022) a occuparsi di assegno divorzile e presupposti per il riconoscimento.

In particolare ha stabilito che, anche nel caso in cui il soggetto richiedente presenti in ritardo o in modo incompleto i propri documenti reddituali, questo non pregiudica il suo diritto all’assegno.

➡️ Il caso: un uomo presenta la richiesta di divorzio chiedendo che non venga confermato alcun contributo a favore della moglie.

La donna chiede invece il riconoscimento di un assegno divorzile, alla luce dell’insufficienza di guadagno percepito, della precarietà di occupazione e delle difficoltà legate a un figlio tossicodipendente e non autosufficiente di cui deve prendersi cura.

Il Tribunale di Cagliari rigetta la domanda di assegno, perché la donna ha prodotto fuori termine la documentazione relativa alle proprie dichiarazioni dei redditi. Lei tuttavia non si dà per vinta e impugna la sentenza, lamentando che non sia stato valutato il contributo offerto alla vita familiare nel corso del matrimonio, e la Corte d'Appello le riconosce il diritto a un assegno di 200 euro mensili.

➡️ A sua volta il marito ricorre in Cassazione, sostenendo che non vi è stato da parte dei giudici un accertamento effettivo di tale contributo. Ma la Corte di legittimità ritiene corretta la sentenza dei giudici d'Appello, fondata sia sulla valutazione della disparità reddituale (e dell’impossibilità da parte della moglie, ormai over 60, di procurarsi i mezzi adeguati all’autosufficienza economica) sia sulla valutazione della componente perequativo-compensativa, poiché la donna ha effettivamente dedicato gran parte della propria vita matrimoniale alla gestione familiare.

✍️ Un nuovo approfondimento, sul Blog, a cura dell'Avv. Angela Brancati: per leggerlo, un click sul link in bio e uno su Blog!
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I coniugi e gli uniti civilmente possono regolare autonomamente i loro rapporti di natura economica ma in assenza di diversa determinazione, il legislatore prevede l’applicazione del regime legale di comunione dei beni: i beni acquistati durante il matrimonio/l’unione civile sono comuni a entrambi le parti anche se è intervenuto solo uno all’atto di acquisto.

Il regime di comunione sul bene si instaura automaticamente al momento dell’acquisto del bene stesso.

La comunione legale può riguardare:
• gli acquisti compiuti insieme o separatamente;
• le aziende costituite e gestite da entrambi;
• gli utili e gli incrementi delle aziende gestite da entrambi e costituite prima del matrimonio/l’unione civile.
Non sono invece ricompresi nella comunione, i beni personali che restano di proprietà esclusiva di ciascuna parte e cioè:
• i beni di cui ciascuno era già proprietario prima del matrimonio/l’unione civile;
• i beni acquistati dopo il matrimonio/l’unione civile per effetto di donazione o successione;
• i beni di uso strettamente personale di ciascuno;
• i beni che servono all’esercizio della professione;
• i beni ottenuti a titolo di risarcimento del danno nonché la pensione per perdita della capacità lavorativa;
• i beni acquistati con il prezzo del trasferimento di beni personali o con il loro scambio.
Per disporre dei beni comuni occorre sempre il consenso di entrambi, mentre per la loro amministrazione occorre distinguere a seconda che si tratti di:
• atti eccedenti l’ordinaria amministrazione: entrambi sono tenuti a compierli congiuntamente.
• atti di ordinaria amministrazione: sono compiuti anche disgiuntamente.
Altro importante aspetto riguarda la responsabilità per gli eventuali debiti.

I beni della comunione rispondono direttamente:
• per gli oneri gravanti su di essi al momento dell’acquisto;
• per le obbligazioni contratte separatamente, nell’interesse della famiglia;
• per le obbligazioni contratte congiuntamente
La comunione legale si scioglie per morte o fallimento di uno delle parti, separazione o divorzio, oppure per cambio di regime patrimoniale fatto mediante atto pubblico.

#matrimonio #coniugi #famiglia #dirittodifamiglia #unionicivili
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🚪 Una donna si trasferisce a 600 Km dalla residenza abituale, con il minore a lei affidato e contro la volontà dell’ex coniuge. E, così, viene privato il padre della possibilità di mantenere una valida relazione affettiva con il figlio, oltre che di esercitare i propri diritti e adempiere ai propri doveri.

➡️ In primo e secondo grado la madre viene condannata per il reato di sottrazione di minore (previsto dall’art. 574 c.p.) e, in seguito, anche la Cassazione conferma la condanna (sent. n. 32005/22).

La sottrazione implica un’interruzione significativa del legame tra minore e genitore, e si realizza quando vengono frapposti degli ostacoli che impediscono un rapporto stabile, continuativo e autonomo tra gli stessi.

Con la sottrazione del minore si impedisce a un genitore l'esercizio della funzione educativa e dei poteri inerenti all'affidamento.

🧑‍⚖️ La Cassazione precisa le differenze tra i reati previsti dagli articoli 574 c.p. (sottrazione di persone incapaci) e 388 c.p. (mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice). E cioè: se non si ottempera a particolari disposizioni del Giudice civile - sulla quantità e durata delle visite consentite al genitore non affidatario o sulle modalità e condizioni in genere stabilite – si configura il delitto di cui all’art. 388 c.p.. La sottrazione ricorre, invece, quando la condotta di uno dei coniugi porta a un allontanamento del minore dalla vigilanza del genitore affidatario, tale da impedirgli di esercitare la funzione educativa e i poteri insiti nell'affidamento.

➡️ Veniamo a noi: indipendentemente dalla condanna penale, cosa pensate di un atto quale il trasferimento di un minore lontano dal luogo in cui ha sempre vissuto e, soprattutto, molto distante dall’altro genitore?

Post scritto da @avvcrespi

#dirittopenale #famiglia #padre #madre #marito #moglie #ex #separazione #divorzio #minorenni #condanna #sentenza #cassazione #donne #figli #giudice #tribunale #sottrazione
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👨‍👧‍👦La fine dell’obbligo di mantenimento da parte di un genitore separato o divorziato, nei confronti dei figli non economicamente autosufficienti, non si esaurisce automaticamente con il raggiungimento della maggiore età.
Occorre considerare il livello di competenza professionale conseguito dai figli, l'impegno nella ricerca di un lavoro e la complessiva condotta tenuta dalla maggiore età in poi.

➡️ Altrettanto importante è però accertare che il genitore obbligato al mantenimento abbia assolto al proprio dovere, vale a dire se abbia effettivamente aiutato i figli a diventare indipendenti.

➡️ Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con una recente ordinanza (n. 32727/20227 del 7.11.2022) emessa nei confronti di un padre che aveva ottenuto la revoca del mantenimento di un figlio trentenne, perché lo stesso non aveva portato a termine gli studi universitari nonostante l’età adulta.

Il giovane non si era dato per vinto ed era ricorso in Cassazione opponendosi alla revoca, affermando di non aver potuto completare gli studi poiché non poteva pagarseli autonomamente e, nonostante le sue richieste, il padre aveva rifiutato di farsi carico delle relative tasse universitarie.

🧑‍⚖️ La Cassazione, pur ribadendo il principio di autoresponsabilità dei figli maggiorenni, ha accolto il ricorso del giovane ritenendo che i Giudici di merito non avessero accertato con rigore il comportamento paterno attuato in violazione dei doveri genitoriali. La Corte d’Appello dovrà pertanto rivalutare la situazione tenendo conto dell’inadempimento del genitore.

🖋 Un approfondimento a cura dell'Avv. Cecilia Gaudenzi: per leggere l'articolo, un click al link in bio e uno al Blog!

#mantenimento #figli #genitori #tasse #Università #diritto
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✍️ Ogni errore, ogni imperfezione della nostra storia è una traccia di verità, un passo avanti nella ricerca del senso della vita.

Se nella felicità ci somigliamo quindi tutti, è nell’incontro con l’imprevisto e con le difficoltà che si scopre chi siamo davvero: e in questo delicato equilibrio si gioca la vita (delle famiglie felici e di quelle infelici, anche).

❤️ L’infelicità ti ha mai rivelato una nuova prospettiva di te? E dove ti ha condotto?

#tolstoj #annakarenina #esperienze #donne #vita #frasi
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😂😂😂UN PO’ DI LEGGEREZZA - AVVISO AI NAVIGANTI DEL MAR LEGALE E LIMITROFI

Vuoi “solcare” il Diritto di famiglia? Sappi che oltre al diritto sono richieste le seguenti prestazioni:

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Ho dimenticato qualcosa?
Altri suggerimenti per un sorriso in vista del week end? 😉

“Buon vento e mare calmo” a tutti i naviganti!
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🕊“La pace non può essere mantenuta con la forza, solo raggiunta con la comprensione”. A. Einstein

👩‍⚖️Si potrebbero riassumere così alcune modifiche introdotte dalla cosiddetta Riforma Cartabia, pubblicata sulla G. U. il 9.12.2021 e in parte già in vigore. La Legge n. 206 si è concentrata sull’efficienza del processo civile, delegando il governo a rivedere la disciplina degli strumenti di soluzione alternativa delle controversie, e razionalizzare i procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie.

➡️ Le modifiche in questo ambito prevedono tre fasi.
1- La prima (in vigore dal 22.6.2022) stabilisce tra l’altro un nuovo riparto di competenze tra il Tribunale Ordinario e quello dei Minorenni, riformula l’art. 403 c.c. sull’intervento della Pubblica Autorità a favore del minore e il 709-ter c.p.c. (sulla soluzione delle controversie in caso di inadempienze e violazioni) ed estende l’operatività della Negoziazione Assistita.
2- La seconda (entro il 30.6.2023) implementerà il rito unico, rendendolo applicabile (con alcune eccezioni) a tutti i procedimenti relativi allo stato delle persone, ai minori e alle famiglie.
3- La terza istituirà (entro il 31.12.2024) un Tribunale Unico per le persone, i minorenni e le famiglie.

🔔 Le novità più qualificanti sono quelle volte a un modello di giustizia che supera la “logica avversariale” del processo, e favorisce il ricorso agli istituti della Negoziazione assistita
e Mediazione familiare. La prima diventa applicabile ad ambiti dai quali era esclusa, come ai casi di regolamentazione dell’affidamento e del mantenimento dei figli di genitori non sposati: si supera finalmente la disparità di trattamento rispetto a quelli nati in costanza di matrimonio. Quanto alla Mediazione (un percorso mirato a riaprire un canale comunicativo all’interno della coppia in crisi), finora era menzionata sporadicamente e lasciata alla discrezione dei tribunali più illuminati. La riforma disciplina invece in modo esplicito i termini in cui il giudice deve invitare le parti a esperire questo tentativo.

🖋 Per leggere l’articolo della Dott.ssa Giulia Meneghelli, click sul link in Bio e poi sul Blog! #cartabia #figli #minori
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💔 Sembra uno di quegli intrecci cari alle soap opera: lui tradisce lei con la moglie del fratello, all’interno dell’azienda di famiglia. La vicenda però è accaduta realmente, a Firenze, ed è arrivata in Corte di Cassazione per i risvolti patrimoniali: la moglie tradita ha preteso la revoca delle donazioni mobiliari e immobiliari effettuate al marito nel corso del matrimonio, e gli Ermellini l’hanno confermata in ragione del comportamento particolarmente lesivo della dignità di lei.

➡️ Riassunto delle puntate precedenti: fratello e sorella gestiscono un’impresa di proprietà, all’interno della quale lavorano anche i rispettivi coniugi, che intrecciano una relazione. Una volta scoperto il tradimento, oltre alla separazione con addebito la donna chiede la revoca di una serie di donazioni. Motivo: l’ingratitudine da lui dimostrata. Il Giudici le danno ragione, e la Corte d’Appello di Firenze conferma la sentenza affermando che le modalità con cui è stato consumato l’adulterio costituiscono “ingiuria grave”.

🧑‍⚖️ Grave perché la relazione è stata intessuta con la cognata e ha minato “oltre alla stabilità del rapporto coniugale (...) anche quella familiare", e grave perché l'adulterio si è consumato all'interno dell'azienda e la sua scoperta è inevitabilmente divenuta nota tra dipendenti e colleghi, “riverberando l'infedeltà (…) nell'ambito lavorativo, con evidente e innegabile ulteriore pregiudizio per la dignità della moglie".

Il marito si difende affermando che il matrimonio fosse già in crisi e che la relazione fosse stata condotta con segretezza, ma gli Ermellini rigettano il ricorso confermando la particolare gravità dell'offesa, ed evidenziando nell’uomo “un atteggiamento di noncuranza e di assenza di rispetto nei confronti della dignità della moglie”.

🤔 Decisamente una vicenda avvincente! Sia sul piano relazionale che giudiziario: discutiamone nei commenti!

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🖋 È stato Pubblicato sulla G.U. il decreto attuativo che definisce regole e requisiti della domanda per il “Bonus separati” (valore massimo € 800,00 mensili) a favore dei genitori separati/divorziati o ex conviventi con almeno un figlio.

➡️ Obiettivo: aiutare il genitore che, per effetto della pandemia, non ha ricevuto l’assegno di mantenimento ovvero l’ha ricevuto in modo ridotto.
Il bonus potrà essere richiesto se:
I figli:
- sono minorenni o maggiorenni con handicap grave
- convivono con il genitore richiedente l’assegno
Il genitore richiedente ha un reddito annuo non superiore a € 8.174,00
Il genitore obbligato:
- ha cessato/ridotto/sospeso la propria attività per almeno 90 giorni dall’8 marzo 2020
- ha subito, a causa della pandemia, una riduzione di almeno il 30% del reddito rispetto al 2019

Il bonus sarà al massimo pari a € 800,00 mensili e per 12 mensilità.
Il nuovo Decreto ha chiarito che le domande dovranno essere presentate attraverso il portale del Dipartimento per le politiche della famiglia e dovranno contenere le seguenti informazioni:
• le generalità e i dati anagrafici del richiedente;
• il codice fiscale;
• gli estremi del proprio conto corrente bancario o postale;
• l’importo dell’assegno di mantenimento e l’ammontare delle somme non ricevute;
• se il coniuge inadempiente percepisca redditi da lavoro dipendente;
• il reddito eventualmente percepito nell’anno 2021;
• la dichiarazione che l’emergenza da COVID-19 è stata la causa della cessazione, riduzione o della sospensione dell’attività lavorativa del coniuge obbligato;
• la propria mail ordinaria o certificata.
Alla domanda andrà allegata la copia del proprio documento di identità e il provvedimento dal quale risulta il diritto all’assegno di mantenimento.
Ai fini della valutazione delle domande il Dipartimento incrocerà i dati con l’Agenzia delle Entrate e gli Uffici giudiziari competenti.

🔔 Ora non resta che attendere l’avviso dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia di avvenuta attivazione della piattaforma dedicata.
(pubblicato il 8/11/22)

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