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(A cura dell’Avv. Angela Brancati) Il tema sui presupposti per il riconoscimento dell’assegno divorzile è oggetto costante di pronunce da parte sia delle Corti di merito che di legittimità, che si trovano di sovente investite della questione in tutti i gradi del giudizio. La questione che oggi, infatti, ci occupa è proprio quella dell’assegno divorzile su cui è stata chiamato a pronunciarsi

(A cura dell’Avv. Cecilia Gaudenzi) In ordine all’addebito della separazione personale, i comportamenti reattivi del coniuge che sfociano in azioni violente e lesive dell’incolumità fisica dell’altro coniuge, rappresentano, in un giudizio di comparazione, al fine di determinare l’addebito della separazione, causa determinante dell’intollerabilità della convivenza, nonostante la conflittualità sia risalente nel tempo ed il fatto che l’altro coniuge contribuisca ad esasperare

(A cura dell’Avv. Maria Zaccara ) L’affidamento delle minori resta congiunto anche se il padre, subito dopo la separazione, va a vivere con la nuova compagna nello stesso palazzo dove si trova la casa familiare - con ciò determinando il necessario trasferimento della madre e delle minori in un differente immobile - nonché si presenta al primo incontro di supporto con le figlie presso il consultorio, accompagnato dalla nuova

(A cura dell’Avv. Maria Grazia Di Nella) Il Ministero della Salute - con sei anni di ritardo - ha pubblicato le nuove linee guida vincolanti per tutte le strutture autorizzate, contenenti le indicazioni delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA), in adempimento a quanto richiesto dalla legge istitutiva n. 40 del 2004 («Norme in materia di procreazione medicalmente

(A cura dell’Avv. Alice Di Lallo) Il Tribunale di Pesaro dichiarava la separazione dei coniugi rigettando le reciproche domande di addebito e disponendo l’affidamento della figlia minore in via condivisa tra i genitori. Avverso tale sentenza, proponeva gravame alla Corte d’Appello la donna chiedendo l’addebito al marito della separazione, l’affido in via esclusiva a sé della figlia e divieto di visite

(A cura della Dottoressa Elisa Cazzaniga) La revoca dell’assegnazione della casa familiare può avere incidenza sulla revisione in aumento dell’assegno di divorzio? La Corte di Cassazione con la decisione n. 7961/2024 conferma il proprio orientamento: la revoca dell’assegnazione della casa familiare di proprietà esclusiva dell’ex coniuge costituisce una sopravvenienza valutabile ai fini dell’accertamento dei giustificati motivi per l’aumento dell’assegno divorzile. Il

(A cura dell’Avv. Stefania Crespi) Tante richieste di separazione sono collegate all’infedeltà di uno dei due coniugi. Secondo la piattaforma internazionale “Incontri-ExtraConiugali.com” Lazio e Lombardia sono le regioni italiane dove sono più diffuse le relazioni extraconiugali. Al terzo posto si colloca la Campania (con l’87% degli uomini e l’84% delle donne), poi la Toscana, (85% degli uomini ed 84% delle donne) e

(A cura dell’Avv. Angela Brancati) Il Tribunale di Roma ha così deciso con la pronuncia n. 4314/2024 nell’ambito di un procedimento di scioglimento del matrimonio incardinato dall’ex marito, il quale chiedeva che - fermo l’affidamento condiviso dei i minori - gli stessi venissero collocati paritariamente presso ciascun genitore, secondo un calendario che prevedeva 6 pernotti consecutivi con la madre e 8 pernotti

(A cura dell’Avv. Cecilia Gaudenzi) Il diritto dei nonni a mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni è funzionale all’interesse di questi ultimi e presuppone una relazione positiva, pertanto, il giudice non può disporre il mantenimento di tali rapporti dopo aver riscontrato semplicemente l’assenza di alcun pregiudizio per i minori, dovendo invece accertare il preciso vantaggio a loro derivante dalla partecipazione

(A cura dell’Avv. Maria Grazia Di Nella) Il diritto di visita del genitore non collocatario non indica un diritto soggettivo autonomo rispetto al diritto alla relazione familiare, ma è piuttosto una modalità di concreto esercizio del diritto stesso, in quanto attribuisce al genitore non convivente con il minore uno spazio e un tempo nell'ambito del quale egli può continuare a svolgere