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Avviata finalmente la riforma del diritto di famiglia: ecco le novità più significative

(A cura dell’Avv. Maria Grazia Di Nella)

In data 9 dicembre 2021 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 292 il Decreto Legge 26 novembre 2021 n. 206 che prevede l’incarico al Governo – da espletarsi entro il 24 dicembre 2022 – di adottare i decreti legislativi necessari per implementare la riforma della giustizia.

Importanti sono le riforme anche nell’ambito del diritto di famiglia:

  • la previsione di un rito unico per le famiglie;
  • l’implementazione di una più efficace tutela per le donne ed i minori che subiscono violenza, attraverso la previsione della necessaria nomina di un curatore speciale a tutela del soggetto minore di età;
  • il rafforzamento della mediazione familiare e della negoziazione assistita;
  • l’istituzione del Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie, attraverso la trasformazione dei Tribunali per i minorenni;

D’altra parte, il diritto di famiglia da tempo reclamava una riforma ampia ed organica, e molte le organizzazioni nazionali degli avvocati specializzati in tale materia che reclamavano l’unificazione in una sola autorità di riferimento delle competenze oggi sparse fra i diversi soggetti giurisdizionali implicati – tribunale ordinario, tribunale per i minorenni, giudice tutelare.

Dopo tutto l’istituzione del Tribunale minorile è del 1934 ed il codice di procedura è del 1940, nonostante l’evoluzione delle leggi epocali del divorzio (1970), della riforma del diritto di famiglia (1975), dell’interruzione di gravidanza (1978), dell’affidamento condiviso dei figli (2006), della parificazione dei figli (2012- 2013), delle unioni civili e convivenze (2016).

La previsione di un rito unico per le famiglie

Dal punto di vista del processo, la legge approvata costituisce una svolta fondamentale, perché consentirà di unificare i differenti riti che si trovano oggi applicati nelle aule di giustizia nelle materie del diritto di famiglia e minorile, con il superamento del rito camerale e del rito speciale ordinario della separazione e del divorzio a favore di un nuovo rito delineato su alcuni principi fondamentali: un rito snello con possibilità di emissione di provvedimenti provvisori ed urgenti nella fase iniziale e di un’impugnativa generalizzata articolata sul modello del processo cautelare uniforme ed affidata ad un organo collegiale.

Il nuovo rito dovrà ispirarsi a criteri di estrema concentrazione e sarà regolato da norme che saranno unificate in un apposito titolo nella sede loro propria, vale a dire quella del codice di procedura civile, con la denominazione di «norme per il procedimento in materia di persone, minorenni e famiglie».

Resteranno escluse, per la loro peculiarità, le materie dell’adozione e dell’immigrazione.

Il criterio cardine per radicare la competenza territoriale sarà quello, di derivazione europea, della residenza abituale del minore, corrispondente al luogo nel quale si trova di fatto il centro dei suoi interessi, al momento della proposizione della domanda, e non varranno a modificarla eventuali trasferimenti attuati illecitamente.

Vigeranno criteri di sinteticità degli atti difensivi, come anche dei provvedimenti giudiziari, come pure obblighi di anticipare da subito la documentazione reddituale, così come i mezzi di prova sui quali si intende sostenere le proprie istanze, nonché il piano genitoriale, che attiene a tutti i possibili aspetti della vita dei figli; si potrà intervenire a modifica dei provvedimenti in atto ogni qual volta, per il mutare delle circostanze, si renderà indispensabile rimettere mano a quanto già deciso; in presenza di violenze domestiche o di genere scatterà un binario preferenziale d’urgenza, che permetterà al giudice l’utilizzo delle norme sugli ordini di protezione.

L’implementazione di una più efficace tutela per le donne ed i minori

Grande attenzione sarà prestata ai minori, sia in sede di ascolto, che competerà sempre al giudice togato, sia quanto alla tutela dei suoi interessi e diritti, attraverso il potenziamento della figura del curatore speciale, nelle fattispecie che si presentano di pregiudizio per lo stesso.

La nuova disciplina avrà l’obbiettivo di velocizzare l’iter necessario all’emanazione dei provvedimenti posti a tutela della donna vittima di violenza e del minore e di rendere più efficace la tutela attraverso la previsione di strumenti di raccordo tra giustizia civile e penale. Inoltre, ove un minore rifiuti di incontrare un genitore, il giudice ha l’obbligo di sentirlo, di assumere ogni informazione ritenuta necessaria e accertate le cause del rifiuto, deve assumere i provvedimenti tenendo presente il di lui superiore interesse garantendo la presenza dei Servizi Sociali agli incontri tra il genitore ed il figlio a tutela della di lui sicurezza.

Il mancato rispetto di quanto previsto nel piano genitoriale, come anche in caso di gravi inadempienze o più in generale di atti che ostacolino il corretto svolgimento delle modalità dell’affidamento, costituiranno motivo per l’emissione di provvedimenti sanzionatori, in modo che le inosservanze volontarie non potranno più essere tollerate e riceveranno il disincentivo che si richiede in questi casi.

Il rafforzamento della mediazione familiare e della negoziazione assistita

Il Governo dovrà prevedere anche per le procedure di mediazione e negoziazione assistita la possibilità di svolgimento per via telematica, di modo che gli incontri negoziali si tengano da remoto; inoltre dovranno essere previsti degli incentivi fiscali ulteriori per la mediazione e le procedure di negoziazione assistita la cui applicazione sarà prevista anche alle coppie di genitori non coniugati, oltre alla previsione del patrocinio a spese dello Stato per queste due procedure alternative . 

Le prove raccolte nelle procedure ADR, ove il tentativo di conciliazione non sia portato a termine, saranno utilizzate nel processo civile.

L’istituzione del Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie

Il nuovo Tribunale unico per le persone, i minorenni e le famiglie avrà una duplice composizione: sarà monocratico il giudice di prossimità, specializzato e destinato esclusivamente agli affari di famiglia, avrà sede presso ogni tribunale; sarà collegiale il tribunale distrettuale al quale saranno devolute alcune materie speciali, come quella dell’adozione e le competenze minorili in ambito penale, nonché le impugnazioni per tutte le controversie e tutti i provvedimenti, anche cautelari, resi dal giudice monocratico di primo grado, con sede presso ogni Corte d’Appello.

La riforma si pone altresì l’obiettivo di mettere ordine tra i diversi operatori che ruotano intorno alle famiglie: dai servizi socio-sanitari ai consulenti esperti, ai mediatori, fino alla nuova figura del coordinatore genitoriale, con l’obiettivo di giungere a definire i ruoli e le metodologie.

Al centro del nostro lavoro c’è la persona. Studio Legale Di Nella è specializzato nel Diritto delle Famiglie, Diritto Internazionale della Famiglia, Diritto Collaborativo, Diritto della Persona, Diritto dei Minori, Diritto Penale Minorile, Sottrazioni internazionali dei Minori, Diritto delle Successioni e Donazioni e Diritto dell’Immigrazione.