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Il figlio maggiorenne diventa autosufficiente in corso di causa? Fino a quel momento, il mantenimento è dovuto!

(A cura dell’Avv. Alice Di Lallo)

È noto che i genitori sono tenuti al mantenimento dei figli maggiorenni fino al raggiungimento dell’indipendenza economica da parte di questi ultimi. Non è previsto un limite fisso di età perché comprensibilmente l’indipendenza economica può dipendere da diversi fattori ma si può affermare che questa si risolve in quella condizione che consente ai figli ormai maggiorenni di provvedere in modo autonomo alle proprie necessità.

L’obbligo di mantenimento si può protrarre oltre la maggiore età se i figli senza colpa, sono ancora dipendenti dai genitori e in particolare nel caso in cui, terminato percorso formativo scolastico scelto, il figlio dimostri di essersi adoperato effettivamente per rendersi autonomo economicamente, (Cass., 3 dicembre 2021, n. 38366). Per il genitore obbligato che intenda chiedere la revoca della contribuzione per il maggiorenne, è necessario che egli provi che il figlio abbia conseguito l’autosufficienza economica, provando che il figlio percepisca un reddito corrispondente alla professionalità acquisita ovvero dimostri che il figlio volontariamente si sottrae allo svolgimento di un’attività lavorativa adeguata (Cass., 14 settembre 2020, n. 19077).

L’ordinanza qui in commento dà la possibilità di affrontare l’importante tematica del diritto del figlio maggiorenne ma non economicamente indipendente di esser mantenuto da entrambi i genitori, nel caso specifico della divenuta indipendenza economica proprio nel corso di causa.

La Corte di Cassazione, nel caso di specie, ha affermato che il mantenimento è comunque dovuto sino alla data dell’accertamento di tale evento.

Il caso risolto dalla Prima Sezione della Corte di Cassazione n. 8629 con l’ordinanza pubblicata il 2 aprile 2024 riguarda una figlia maggiorenne, diplomata, fondatrice di una società semplice unitamente al padre nell’ambito di un’attività imprenditoriale (azienda agricola) da sempre svolta dalla famiglia paterna e che nel tempo ha aveva anche acquistato un terreno agricolo per iniziare la propria attività. A fronte di tutti questi elementi e considerato anche il fatto che la madre aveva ricevuto un accertamento dall’Agenzia delle Entrate per indebita detrazione dei figli a carico per avere la figlia superato una determinata soglia di reddito, la Corte di Cassazione ha ritenuto, come i giudici di primo grado, la ragazza ormai autosufficiente dal punto di vista economico e così cessato l’obbligo dei genitori di continuare a mantenerla.

Ma questo obbligo quando cessa?

Se, come in questo caso, il figlio raggiunge l’autonomia economica nel corso della causa, non viene meno il diritto del figlio (e il relativo obbligo dei genitori) di ricevere il mantenimento dai propri genitori fino alla data in cui effettivamente diviene autosufficiente. L’obbligo di contribuire al mantenimento dei figli ancorchè maggiorenni ma non economicamente indipendenti permane fino a quando tale indipendenza non venga accertata giudizialmente.

Il Tribunale, nel giudizio di separazione, poneva a carico del marito l’obbligo di contribuire al mantenimento della moglie e a carico di quest’ultima l’obbligo di corrispondere al marito un importo mensile al mantenimento della figlia che nel frattempo si era trasferita a vivere presso il padre. La Corte d’Appello, in sede di gravame, riduceva l’importo che il marito versava quale mantenimento della moglie e revocava l’assegno di mantenimento della figlia disponendo che il solo padre vi provvedesse in modo diretto. La Corte di Cassazione annullava la decisione della Corte d’Appello stabilendo che l’obbligo di contribuzione dovesse incombere su entrambi i genitori e non solo sul genitore convivente con la figlia maggiorenne che, secondo la Corte d’Appello, avrebbe dovuto esser mantenuta “direttamente” solo dal padre. La Corte d’Appello, quindi, in sede di rinvio effettuato dalla Corte di Cassazione affinchè effettuasse una comparazione tra i redditi dei genitori, afferma che l’obbligo di mantenimento grava su entrambi i genitori. La Corte d’Appello, spiegano i giudici di legittimità, avrebbe dovuto precisare da quando la ragazza poteva considerarsi economicamente indipendente e così facendo cessare da tale data l’obbligo di contribuzione.

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Al centro del nostro lavoro c’è la persona. Studio Legale Di Nella è specializzato nel Diritto delle Famiglie, Diritto Internazionale della Famiglia, Diritto Collaborativo, Diritto della Persona, Diritto dei Minori, Diritto Penale Minorile, Sottrazioni internazionali dei Minori, Diritto delle Successioni e Donazioni e Diritto dell’Immigrazione.

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Da sempre interessata alla tematica dei diritti umani e delle persone, dopo un’esperienza presso la Prefettura di Milano – Sportello Unico dell’Immigrazione, ha iniziato la pratica forense nello Studio Legale Di Nella dove, nell’ottobre 2014, è diventata Avvocato, del Foro di Milano. Si occupa di diritto civile, in prevalenza di diritto di famiglia, italiano e transnazionale, delle persone e dei minori, e di diritto dell’immigrazione.

Dal 2011 collabora con la rivista giuridica on line Diritto&Giustizia, Editore Giuffrè, su cui pubblica note a sentenza in tema di diritto di famiglia e successioni e dal 2018 pubblica note a sentenza anche sul portale online ilfamiliarista.it, Editore Giuffrè.

È socia dell’AIAF (Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i minori). Svolge docenze nei corsi di formazione e approfondimento per ordini e associazioni professionali ed enti privati, partecipando anche a progetti scolastici su temi sociali e civili.