fbpx

Blog

Home  /  Non categorizzato   /  L’avanzamento di carriera di un genitore legittima la richiesta di aumento del mantenimento dei figli

L’avanzamento di carriera di un genitore legittima la richiesta di aumento del mantenimento dei figli

(A cura dell’Avv. Angela Brancati)

In quali situazioni e in presenza di quali elementi il Giudice può disporre l’aumento del contributo al mantenimento dei figli da parte di un genitore?

Ai fini dell’accoglimento della richiesta dell’aumento del contributo al mantenimento dei figli insieme alle di loro cresciute esigenze dovute all’età e alle inclinazioni personali e sociali rileva laddove esistente anche l’avanzamento di carriera compiuto nelle more da un genitore.

Ciò è stato quanto statuito dal Tribunale di Bari con la sentenza n. 3012/2023.

Il caso che oggi ci occupa trae origine da un ricorso depositato da un coniuge il quale a seguito della intervenuta separazione chiedeva la cessazione degli effetti civili del matrimonio.

L’uomo che aveva raggiunto con la moglie in seno alla separazione personale un accordo in forza del quale si vedeva obbligato a corrispondere oltre al mantenimento per ciascun figlio pari ad euro 350,00 anche a sostenere integralmente la rata del mutuo dell’abitazione familiare, lamentava l’insostenibilità di tali condizioni chiedendone cosi una modifica.

In particolare, il marito domandava la riduzione ad euro 300,00 per ciascun figlio quale contributo al mantenimento, con conferma delle altre statuizioni decise in occasione della separazione.

Costituitasi in giudizio, la moglie contestava la ricostruzione dei fatti cosi come formulata dal ricorrente, deducendo che nulla fosse fino ad allora mutato rispetto all’epoca della separazione quanto alle obbligazioni contratte dal marito, e che contrariamente a quanto sostenuto dall’uomo, ciò che erano nelle more mutate erano proprio le esigenze dei figli.

Per tale motivo, la donna domandava l’aumento del contributo al mantenimento pari ad euro 500,00 per ciascun figlio.

Dopo la condotta attività istruttoria, rassegnate le conclusioni, il Tribunale di Bari si riservava in ordine agli unici punti controversi in tema di determinazione del mantenimento a favore dei figli.

Sciolta la riserva il Collegio prendendo le mosse dalla giurisprudenza di legittimità accoglieva la richiesta di aumento del mantenimento avanzata dalla madre.

In particolare, l’Autorità Giudiziaria conformemente all’orientamento giurisprudenziale riteneva che in punto di determinazione dell’assegno di mantenimento si dovesse aver riguardo non solo all’obbligo alimentare dovendosi estendere anche alla valutazione “dell’aspetto abitativo, scolastico, sportivo, sanitario, sociale, all’assistenza morale e materiale, alla opportuna predisposizione – fin quando l’età dei figli lo richieda – di una stabile organizzazione domestica, idonea a rispondere a tutte le necessità di cura e di educazione”.

Sulla scorta della granitica giurisprudenza di legittimità, il Tribunale provvedeva così ad aumentare il contributo al mantenimento nella misura di €500,00 per ciascun figlio e confermando l’accollo integrale del mutuo da parte del padre. Tale decisione trovava ragion d’essere non solo nelle mutate esigenze della prole che aumentano con il passare degli anni essendo legate agli eventi della crescita, agli studi, allo sviluppo della personalità di ogni figlio, alla formazione culturale e sociale me anche nella crescita professionale che aveva interessato negli anni il ricorrente.

In particolare – motivava il collegio – l’aumento del contributo era stato giustificato dal tempo trascorso dalla data della separazione, anno in cui la primogenita aveva 9 anni ed il secondogenito 5, alla data della cessazione degli effetti civili in cui i figli avevano raggiunto rispettivamente 18 e 14 anni nonché dalle complessive e migliorate condizioni economiche raggiunte nelle more dal ricorrente.

Quest’ultimo, infatti, aveva conseguito nell’ambito lavorativo delle promozioni che gli permettevano di far fronte alle mutate e maggiori esigenze dei figli e proprie.

Author Profile

Al centro del nostro lavoro c’è la persona. Studio Legale Di Nella è specializzato nel Diritto delle Famiglie, Diritto Internazionale della Famiglia, Diritto Collaborativo, Diritto della Persona, Diritto dei Minori, Diritto Penale Minorile, Sottrazioni internazionali dei Minori, Diritto delle Successioni e Donazioni e Diritto dell’Immigrazione.

Author Profile

Ha conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza con il massimo dei voti presso l’Università degli Studi di Parma nel 2016, con tesi in diritto diritto amministrativo.

Successivamente ha svolto il tirocinio ex art. 73 DL 79/2013 presso il Tribunale per i Minorenni di Milano dove ha coltivato il proprio interesse per le materie di diritto della persona, dei minori e della famiglia. Dal maggio 2018 ha iniziato il percorso di pratica forense presso questo Studio.

Dal novembre 2019 ha conseguito il titolo di Avvocato e ad oggi appartiene al Foro di Milano.