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Caregiver

La figura del Caregiver familiare in periodo di pandemia da Covid-19

Il Caregiver, letteralmente colui che si prende cura, è un familiare che a titolo gratuito, e in virtù del vincolo affettivo che li lega, si occupa della cura e assistenza nella quotidianità di un congiunto ammalato o/e disabile non autosufficiente, o a tempo parziale o a tempo pieno.

Oltre il 74% dei Caregiver sono donne,  di cui il 31% di età inferiore a 45 anni spesso impegnate con figli minori disabili.

In concreto il Caregiver assiste il malato somministrando farmaci o terapie; si occupa dell’acquisto e prescrizione dei medicinali, nonché delle visite mediche specialistiche; si occupa in molti casi dell’igiene personale del malato quando non è autosufficiente; si occupa dei pasti e tutto ciò che concerne la cura e l’assistenza del familiare.

Possiamo solo immaginare quanto siano aumentate le difficoltà per queste donne durante le fasi della pandemia da Coronavirus: hanno continuato a prendersi cura dei propri cari nonostante la chiusura dei centri diurni, delle strutture di riabilitazione, le complesse situazioni delle RSA e l’interruzione dei rapporti lavorativi con le babysitter o badanti.

Se già di per sè la situazione del Caregiver è delicata (sempre di più in Italia la donna è spesso costretta ad abbandonare il lavoro, anche se molto giovane, per potersi totalmente dedicare all’assistenza di un figlio o genitore) e necessita di aiuti sia istituzionali che di professionisti specializzati, è facile immaginare come si siano duplicati i problemi durante la pandemia e, soprattutto, durante i vari lockdown.

“Il report di ricerca (Maggio 2020 – fonte: rivista State of Mind 8 gennaio 2021), nell’ambito del progetto Time to Care, che ha coinvolto quasi 100 Caregiver nel territorio nazionale, evidenzia come la situazione dei Caregiver italiani necessita di attenzione:

– l’85% dei Caregiver donne hanno un’età media di 57 anni. Le risposte dei partecipanti sono pervenute per la maggior parte dalle città del Nord Italia;

– il 6% ha perso definitivamente l’attività lavorativa mentre un Caregiver su quattro ha ridotto le ore di lavoro o ha temporaneamente sospeso l’attività professionale;

– per il 45% dei Caregiver l’emergenza Covid-19 ha aumentato il carico di aiuto e per il 52% il bisogno di compagnia, è un bisogno primario;

– nel 27% dei casi, il rapporto con la badante è stato interrotto;

– il 73% chiede servizi di assistenza domiciliare;

– il 51% ha bisogno di un aiuto psicologico.”

Riassumendo, durante questi mesi i Caregiver avrebbero avuto sicuramente bisogno di più assistenza e aiuti per superare difficoltà il cui il carico percepito aumentava giorno dopo giorno.

Nelle situazioni più impegnative è stato facile incorrere in una condizione di sofferenza e di disagio, provare solitudine, affaticamento fisico, psicologico, essere afflitta per la mancanza di riposo per il sovraccarico di responsabilità per le difficoltà economiche (la presenza della disabilità comporta maggiori spese), per trovarsi costretta a ridurre il lavoro retribuito o a rinunciarvi per prestare assistenza.

Considerando il fenomeno dell’invecchiamento della popolazione, è facile prevedere che anche una volta terminata la situazione di contingenza sanitaria, le necessità di assistenza a famigliari malati e/o disabili sono destinate a crescere nel prossimo futuro, e sarà altamente improbabile trovare famiglie in cui non si manifesti questo tipo di necessità.

Qual è la situazione relativa alla tutela dei Caregiver ad oggi?

Per ora vi è la Legge 104 che prevede all’articolo 33, tre permessi mensili retribuiti, anche continuativi e coperti da contribuzione figurativa.

Inoltre c’è l’agevolazione prevista dal D.Lgs.151/2001 denominata “congedo straordinario”. 

Si tratta di un periodo di congedo della durata massima di due anni nell’arco della vita lavorativa, frazionabile nel tempo, indipendentemente dal numero delle persone assistite.

L’indennità corrisponde alla retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro che precede il congedo e il tetto massimo complessivo dell’indennità per congedo straordinario e del relativo accredito figurativo è rivalutato annualmente secondo gli indici Istat.

I periodi di congedo non rientrano nel computo delle ferie, tredicesima e TFR ma sono validi ai fini del calcolo dell’anzianità assicurativa. 

Ma questi interventi non sono sufficienti. È auspicabile un intervento del Legislatore in merito ed una maggiore consapevolezza da parte dell’intera collettività nel riconoscere l’utilità e l’importanza del ruolo dei Caregiver.

In realtà con la legge Bilancio del 2018 è stato istituito un Fondo per il sostegno del ruolo di cura e assistenza del Caregiver familiare ma ad oggi è rimasto inutilizzato. Per il triennio 2018-2020 pertanto ci sono fondi per circa €70.000.000 ma ad oggi non è stato ancora approvato il Decreto di riparto. Forse arriverà per la primavera 2021. 

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