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TFR divorzio

Il TFR nella vita privata: darsi il giusto valore al termine di una relazione

(a cura di Nancy Cooklin)

Mi capita molto spesso di fare il parallelismo tra la vita personale e professionale e quello che mi ritrovo il più delle volte a dire è che se dessimo lo stesso tempo, lo stesso impegno e convinzione che diamo al lavoro, anche alla vita privata saremmo sicuramente più efficaci.

Questo setting invita a parlare di chiusura di una relazione. Il percorso legale che ci si trova ad affrontare dopo è costellato da decisioni che riguardano denaro ed emozioni, con un conseguente carico emotivo ingombrante e difficile da gestire.

Quante volte si sente dire che uno non riconosce più la moglie o il marito quando ci si separa. Certo! Si è pieni di dolore con tante cicatrici ancora aperte eppure, esattamente in quel momento, si devono trattare delle tematiche che definiranno il proprio futuro. Il benessere soprattutto psicologico dei figli, quando ci sono, il proprio benessere emotivo e poi i famosi denari.

Quando si è in una relazione a lungo termine come lo è il matrimonio, se sei della vecchia scuola, lo intendi come un impegno per sempre. Finche morte ti separi, e quindi in partenza non pensi al patrimonio (tranne quando il patrimonio è un tema importante in alcuna o entrambi le parti, ma qui parliamo di una unione “standard”), pensi a costruire una famiglia, e un benessere per la famiglia, per tutti, insieme. “Investi” nel progetto, quella start up nella quale credi al 1000%.

Ma come quando si inizia una start up c’è una divisione delle mansioni, riunioni su riunioni per capire chi farà cosa, lo stesso dovrebbe valere all’interno del matrimonio.

Oggi, per fortuna, anche le strutture famigliari stanno cambiando e quindi la responsabilità dei figli, dell’economia famigliare, del futuro della famiglia, dell’azienda, del sistema dipende da tutti e due.

Una sorta di danza, in cui a volte uno fa di più e uno fa di meno, ma sempre con alla base un’armonia che deriva da discussioni e accordi fatti fin da subito.

Discutere sulle diverse competenze serve anche a non dare per scontato che la donna starà in casa e l’uomo fuori, ma che può essere una necessità momentanea che dopo qualche anno può essere ribaltata.

Un esempio lampante di questo argomento sono Barack e Michelle Obama.

Lei aveva una bellissima carriera che ha messo da parte all’elezione di lui, ma è stato evidente fin da subito quanto questo non le pesasse e che fosse in totale accordo con questa scelta.

Dal canto suo Barack Obama ha sempre fatto di tutto per mettere in luce la moglie, dimostrandosi sempre il suo fan numero uno. Ha sempre dato moltissimo spazio alla sua professionalità e alle sue iniziative.

Il loro insegnamento più grande è che marito e moglie devono essere i fan numero 1 l’uno dell’altro, mantenendo sempre aperto il dialogo della gestione dei ruoli e delle necessità, parlandone sempre ad ogni passaggio.

Alla base di tutto, ancora una volta, c’è la conoscenza di sè e del proprio valore. Il tuo valore te lo dai tu, con le tue azioni e le tue scelte. Solo riconoscendo il tuo valore potrai discuterne con la persona che ti sta a fianco e insieme capire quali siano le scelte migliori da fare.

Bisogna uscire dalla parte emotiva, quella del sacrificio, della ingiustizia e del dolore e trattare la situazione come un vero e proprio TFR.

Portare alla luce tutto quello che è stato fatto e valorizzare quello che hai fatto.

Non solo il tempo, l’impegno e la dedizione sul piano professionale, ma anche tutto il tempo, l’impegno e la dedizione che si mettono nella gestione di figli e casa.

Chi lavora in azienda sa benissimo di cosa sto parlando quando parlo di TFR e avrà avuto a che fare con il Trattamento di Fine Rapporto almeno una volta nella sua carriera.

“Il trattamento di fine rapporto, sigla TFR, detto anche liquidazione, è in Italia una porzione di retribuzione al lavoratore subordinato differita alla cessazione del rapporto di lavoro.”

In ambito professionale siamo pronti a batterci per ricevere quello che ci spetta; se ci cambiano mansione al rientro di una maternità, se subiamo mobbing, se il nostro lavoro non viene riconosciuto lottiamo senza paura per ricevere quello che ci spetta.

In famiglia invece siamo le prime a lasciar correre le cose per il bene e il quieto vivere comune, sacrifichiamo una parte di noi e poi ce ne dimentichiamo.

COME TI TRATTI TU, È COME TI TRATTERANO GLI ALTRI.

Una cosa che ho imparato io dal mi processo di separazione e poi divorzio, è che tu conosci meglio di nessuno la tua situazione e la verità di come sono andate le cose nella tua relazione. Quindi, prendi in mano il tuo valore, il tuo lavoro e il tuo tempo.

Molto spesso, il valore monetario non rappresenterà il valore nella sua completezza di quello che hai investito in tempo e quello che hai smesso di fare per dare alla famiglia, ma è un buon momento per imparare a darti il tuo giusto valore. Tu lo dichiari, ti riconosci e fai rispettare come vuoi essere trattata.

Alla fine sarà sempre e comunque il giudice a scegliere, ma la cosa veramente importante è che tu abbia fatto giustizia con te stessa e che ti senta in pace con il tuo TRATTAMENTO di fine rapporto.

Nancy Cooklin, nata a Lima in Perù e cresciuta in diverse città del mondo, è autrice, formatrice, coach e counselor. Vive a Milano con le sue due figlie. Dopo aver studiato Business Administration, si è occupata di marketing, commerciale e formazione. È coach e trainer certificata in PNL (Programmazione Neuro Linguistica) e counselor sistemica pluralista. Nel 2010 si è formata alla Bocconi nel programma di sviluppo manageriale e nel 2017 e 2019 al Search Inside Yourself training di Google. Insegna al MIP Politecnico di Milano, Università degli Studi di Milano-Bicocca e “Human Leadership” nel programma MBA della SDA Bocconi.