fbpx

Blog

Home  /  DIRITTI DEI MINORI   /  Decadenza dalla responsabilità genitoriale: rilevante il comportamento del genitore che non ha curato l’adempimento agli obblighi scolastici del minore
decadenza responsabilità genitoriale

Decadenza dalla responsabilità genitoriale: rilevante il comportamento del genitore che non ha curato l’adempimento agli obblighi scolastici del minore

(A cura dell’Avv. Alice Di Lallo)

La Corte di Cassazione conferma tanto la decisione della Corte d’Appello di Bari quanto del Tribunale per i Minorenni che avevano dichiarato decaduti dalla responsabilità genitoriale entrambi i genitori: il padre perché completamente disinteressato al figlio; la madre, in particolare, aveva tenuto condotte del tutto inadempienti agli obblighi genitoriali, non curando l’adempimento agli obblighi scolastici del minore; ostacolando l’ingresso del minore in comunità; vanificando ogni altro percorso psico-pedagogico funzionale al superamento delle condotte inappropriate del minore stesso.

L’art. 330 c.c. prevede il potere del Giudice di pronunciare la decadenza dalla responsabilità genitoriale sul figlio minore quando il genitore violi o trascuri i doveri da essa nascenti ovvero abusi dei relativi poteri con grave pregiudizio del figlio. In tal caso, il Tribunale per i Minorenni – autorità competente nei c.d. procedimenti “de potestate” – in presenza di gravi motivi può ordinare l’allontanamento del figlio dalla residenza familiare ovvero del genitore che maltratta o abusa del minore.

Qualora, invece, la condotta del genitore non sia grave a tal punto da portare il Giudice a pronunciare la decadenza, la responsabilità genitoriale, ex art. 333 c.c., può subire limitazioni in determinati ambiti quali la salute, l’educazione, l’istruzione, la scelta della residenza abituale del minore.

Nei giudizi riguardanti l’adozione di provvedimenti limitativi (art. 333 c.c.) o ablativi (art. 330 c.c.) della responsabilità genitoriale, stante il conflitto di interessi tra il minore ed entrambi i genitori, è prevista la nomina di un Curatore Speciale ovvero di un Tutore. Qualora, invece, il Tribunale non vi provveda, il procedimento deve ritenersi nullo, proprio perché non è stato tutelato il diritto del minore ad esser difeso.

La decadenza dalla responsabilità genitoriale è un provvedimento che viene adottato come extrema ratio a tutela del minore qualora questi subisca un grave pregiudizio dalla condotta di uno o entrambi i genitori: anche nel caso in esame, infatti, dapprima il Tribunale per i Minorenni aveva affidato il minore ai Servizi Sociali territorialmente competenti confermando il collocamento del medesimo presso la madre e la nonna materna, a fronte della incapacità educativa materna, inadeguatezza della nonna e disinteresse del padre. Successivamente, perdurando i comportamenti oppositivi della madre, il Tribunale aveva sospeso entrambi i genitori dalla responsabilità genitoriale con contestuale nomina di un Tutore provvisorio e disposto il collocamento in comunità. Tuttavia, poiché anche i successivi tentativi di collocare il minore in comunità venivano ostacolati dal comportamento materno, il Tribunale dichiarava decaduti i genitori e collocava il minore presso la comunità con l’aiuto della forza pubblica.

Secondo i giudici, decisivo anche il comportamento materno che non solo ostacolava ogni attivazione di percorso nell’interesse del minore, compreso l’inserimento comunitario, ma anche l’ostruzione alla frequenza scolastica, con conseguente violazione da parte della madre dell’obbligo di educazione ed istruzione del minore, incurante degli obblighi scolastici del figlio stesso.

Quanto sopra, pertanto, si aggiunge alla casistica giurisprudenziale in materia di decadenza: in particolare, infatti, tale pronuncia può giungere in caso di violenza, maltrattamenti, di trascuratezza nei confronti della prole e l’incapacità di mantenere, assistere, istruire ed educare i figli.

Da sempre interessata alla tematica dei diritti umani e delle persone, dopo un’esperienza presso la Prefettura di Milano – Sportello Unico dell’Immigrazione, ha iniziato la pratica forense nello Studio Legale Di Nella dove, nell’ottobre 2014, è diventata Avvocato, del Foro di Milano. Si occupa di diritto civile, in prevalenza di diritto di famiglia, italiano e transnazionale, delle persone e dei minori, e di diritto dell’immigrazione.

Dal 2011 collabora con la rivista giuridica on line Diritto&Giustizia, Editore Giuffrè, su cui pubblica note a sentenza in tema di diritto di famiglia e successioni e dal 2018 pubblica note a sentenza anche sul portale online ilfamiliarista.it, Editore Giuffrè.

È socia dell’AIAF (Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i minori). Svolge docenze nei corsi di formazione e approfondimento per ordini e associazioni professionali ed enti privati, partecipando anche a progetti scolastici su temi sociali e civili.