Quando il lavoro c’è (e si vede): revocato il mantenimento alla moglie grazie alle foto dell’investigatore.
(A cura dell’Avv. Alice Di Lallo) La relazione investigativa, corredata da fotografie e confermata dall’investigatore su fatti direttamente percepiti, costituisce prova atipica liberamente valutabile dal giudice ai sensi dell’art. 116 c.p.c. È legittima, sulla base di tale accertamento, la revoca dell’assegno di mantenimento al coniuge che risulti svolgere attività lavorativa. Quanto sopra è stato affermato dalla Prima Sezione civile della Corte di
MANTENIMENTO FIGLI: LA REVOCA NON È RETROATTIVA E LA TEMPESTIVITÀ FONDAMENTALE.
(A cura della Dott.ssa Elisa Cazzaniga) L’approfondimento odierno in tema di contributo al mantenimento dei figli trae origine dall’Ordinanza n. 298 pubblicata in data 7 gennaio 2026 con cui la Corte di Cassazione ha precisato che la revoca dell’assegno per il figlio divenuto economicamente autosufficiente decorre dal momento della domanda giudiziale e non viene retrodata al momento in cui il figlio
Condanna alla restituzione delle somme anticipate dal coniuge per l’acquisto di immobili intestati all’altro in regime di separazione dei beni.
(A cura della Dott.ssa Chiara Massa) La sentenza n. 4512/2019, pronunciata dal Tribunale di Bari il 19 dicembre 2025, affronta un caso di arricchimento senza causa tra ex coniugi in regime di separazione dei beni. La vicenda nasce a seguito della fine del matrimonio tra l'attrice e il convenuto, sposatisi nel 2008 in regime di separazione dei beni. Con l'avvio della separazione
Il concorso del reato di maltrattamenti con quello di lesioni.
(A cura dell’Avv. Stefania Crespi) Il rapporto tra il delitto di maltrattamenti e il reato di lesioni personali di cui all’art. 582 c.p. rappresenta da tempo una questione giuridica rilevante. Ed infatti la frequente sovrapposizione tra aggressioni fisiche e comportamenti vessatori abituali impone di stabilire se e quando la violenza che cagiona un danno all’integrità fisica, debba essere punita autonomamente o
La nuova convivenza del genitore collocatario non determina in automatico la revoca dell’assegnazione dell’abitazione familiare.
(A cura dell’Avv. Angela Brancati) La Corte di Cassazione con la pronuncia 33695/2025 pubblicata il 23 dicembre 2025 è tornata a pronunciarsi sui principi che regolano l’assegnazione dell’abitazione familiare e la determinazione dell’assegno di mantenimento, chiarendo che la nuova convivenza del genitore collocatario non determina in automatico la revoca dell’assegnazione. Sarà necessario guardare sempre all’interesse dei figli che dovranno continuare a vivere nell'habitat domestico
ESSERE LICENZIATI NON DETERMINA IN AUTOMATICO UNA RIDUZIONE DEL MANTENIMENTO DA VERSARE.
(A cura dell’Avv. Cecilia Gaudenzi) Il licenziamento del genitore obbligato al mantenimento del figlio non determina automaticamente la riduzione dell'assegno. Il giudice, investito della domanda di riduzione, deve accertare le reali condizioni reddituali dell’onerato, se necessario anche tramite consulenza tecnica contabile, per verificare se la perdita del lavoro abbia effettivamente causato un drastico e incolpevole mutamento della sua capacità economica. Questo il principio sancito dalla recentissima pronuncia
Il minore ha meno di 12 anni? L’ascolto da parte del giudice non è obbligatorio.
(A cura dell’Avv. Alice Di Lallo) La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 32214 pubblicata l’11 dicembre 2025, si pronuncia sul ricorso di un padre che lamentava che i giudici di merito avessero rigettato le proprie richieste di collocamento del figlio senza procedere ad una CTU e al di lui ascolto anche se di età inferiore a dodici anni. Nel caso di specie,
Spese straordinarie: non è necessario il preventivo accordo tra genitori se la spesa è nell’interesse della prole.
(A cura della Dott.ssa Chiara Massa) La sentenza in esame, pronunciata dal Tribunale di Salerno in data 17 novembre 2025, Seconda Sezione Civile, pone fine a una controversia di natura patrimoniale tra due ex coniugi, in relazione a crediti e debiti maturati successivamente alla loro separazione consensuale. Il giudizio è stato promosso dall’ex marito che, richiamando l'accordo di separazione del 2017, ha
NESSUN OBBLIGO DI RENDICONTAZIONE PER CHI RICEVE IL MANTENIMENTO.
(A cura della Dott.ssa Elisa Cazzaniga) Tema particolarmente caldo quello della gestione delle somme corrisposte da un genitore all’altro per il mantenimento dei figli, affrontato dalla sesta sezione penale della Corte di Cassazione con la sentenza n. 37354/2025 del 17 novembre 2025. Con tale pronuncia la Corte di Cassazione ha nuovamente chiarito che “non è configurabile il delitto di malversazione o dilapidazione