Immagina una casa, una donna anziana e una badante… ecco ora aggiungici una giovane nuora maleducata, prepotente e al punto verbalmente aggressiva da costringere la povera suocera a stare zitta per evitare i continui scontri.
Una nuora che si comporta come se la casa fosse sua, sposta gli abiti della suocera rendendoli inaccessibili, non aiuta nelle faccende quotidiane, ostacola la badante nella cura della nonnina e si rifiuta di aiutare la suocera nelle sue quotidiane necessità.
Cosa ne viene fuori? Il Tribunale e la Corte d’Appello di Milano non hanno dubbi: una volta accertato che la giovane donna aveva stabilmente convissuto con la nonnina dal 19 marzo al 16 giugno 2018 e che continui erano i litigi, i dispetti, i rimproveri e la scarsa collaborazione, i Giudici milanesi condannano la donna per maltrattamenti in famiglia ai sensi dell’art. 572 cp.
Ma non la pensa uguale la Cassazione che annulla la sentenza di condanna e rinvia per un nuovo giudizio ad altra Sezione della Corte d’Appello di Milano.
Gli Ermellini, infatti, chiariscono che le dichiarazioni della nonna, della badante e dei nipoti, descrivono una presenza sgradita, una limitata capacità relazionale, tratti di maleducazione e un’intrusione fastidiosa nelle abitudini consolidate della vittima, che di per sé non costituiscono prova di una relazione asimmetrica tra le parti, di una sopraffazione psicologica richiesta dalla norma penale.
Il reato di maltrattamenti si configura quando comportamenti reiterati, anche solo minacciati sul piano fisico, sessuale, psicologico o economico, sono diretti a ledere la dignità della vittima, ad annientarne l’autonomia di pensiero e di azione, a comprimerne la libertà di autodeterminazione, fino a colpirne l’identità personale con
umiliazioni sistematiche.
Il maltrattamento non va confuso con la conflittualità che può attraversare i rapporti tra conviventi senza ingenerare umiliazione continua e i giudici non posso o limitarsi a isolare i singoli episodi ritenuti più gravi, ma devono accettare in modo puntuale se vi sia un contesto di sopraffazione, anche solo psicologica.
Tutto da rifare.. e chissà.. magari la giovane nuora verrà condannata di nuovo.
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