Quando si parla di minori scomparsi si tende a pensare ai casi più eclatanti, quelli che finiscono sulle pagine dei giornali e restano impressi nell’opinione pubblica.
In realtà il fenomeno è molto più ampio, frammentato e spesso invisibile.
Secondo il Dossier 2026 della Fondazione Telefono Azzurro, nel 2025 in Italia sono state registrate quasi 18.000 segnalazioni di scomparsa di minorenni, pari a circa il 70% del totale delle denunce di scomparsa.
Nel quadro nazionale emergono 25.358 segnalazioni complessive di scomparsa, di cui la grande maggioranza riguarda minori, con una forte incidenza di situazioni che coinvolgono anche percorsi migratori e fragilità sociali.
Le dinamiche sono diverse: fughe da casa, allontanamenti solo apparentemente volontari, conflitti familiari, trascuratezza, minori che si allontanano da comunità o centri di accoglienza, sottrazioni in contesti familiari e percorsi migratori complessi.
Un dato che colpisce è che i minori stranieri rappresentano circa il 72% delle segnalazioni minorili, e che il tasso di ritrovamento è molto più basso rispetto ai coetanei italiani (circa 42% contro 78%).
Occorre ricordare anche la “dimensione digitale”: relazioni online, adescamenti, manipolazioni emotive e situazioni di grooming possono trasformarsi in allontanamenti improvvisi o in percorsi che iniziano molto prima della scomparsa fisica.
Le scomparse, spesso, non sono un punto di partenza, ma un punto di arrivo: raccontano fragilità, disagi e situazioni che non sempre vengono intercettate in tempo.
Ed è questo il punto: siamo davvero in grado di cogliere i segnali che precedono una scomparsa?
Post scritto da @avvcrespi
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